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REGIONE LAZIO
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Solo un quarto dei Comuni della Provincia di Frosinone ha regolarmente redatto, approvato ed adottato il “Piano di zonizzazione acustica”: il piano previsto dalla legge contro l’inquinamento acustico, con cui si individuano i limiti di rumore che può essere prodotto in ogni diversa zona del paese. Il dato è emerso durante i lavori del convegno organizzato da Innova – Azienda Speciale della Camera di Commercio - che si è tenuto a Frosinone presso la Sala Convegni dell’ente camerale. E’ stato l’assessore provinciale all’Ambiente Antimo Simoncelli a tracciare la mappa dei Comuni ciociari che hanno
già applicato la legge. In base alla ricognizione fatta il 10 marzo scorso dalla Provincia sono 23 quelli che hanno già completato l’iter (Alatri, Alvito, Amaseno, Arnara, Ausonia, Boville Ernica, Castelliri, Collepardo, Esperia, Fumone, Guarcino, Isola del Liri, Picinisco, Pofi, Ripi, Sant’Ambrogio sul Garigliano, Sant’Andrea del Garigliano, Sant’Elia Fiumerapido, Sant’Apollinare, Sora, Strangolagalli, Torre Cajetani, Torrice). Altri 11 lo hanno approvato ma non lo hanno ancora applicato (Broccostella, Casalattico, Castrocielo, Colfelice, Colle San Magno, Fiuggi, Piedimonte San Germano, San Biagio Saracinisco, Terelle, Trivigliano, Villa Santa Lucia). Inoltre altri 17 Comuni hanno solo redatto il piano ma non lo hanno ancora approvato (Acquafondata, Atina, Belmonte Castello, Campoli Appennino, Casalvieri, Falvaterra, Fontechiari, Gallinaro, Monte San Giovanni Campano, Pescosolido, San Donato Valcomino, San Giovanni Incarico, Settefrati, Vallerotonda, Vicalvi, Villa Latina, Viticuso). Ma a cosa serve, nella pratica, il Piano di Zonizzazione Acustica? «Ad esempio – ha spiegato l’ingegnere Gianfranco Gencarelli, ricercatore in Fisica Tecnica presso l’Università La Sapienza di Roma – indica quanto rumore si può fare in una zona e in base a quel limite è possibile autorizzare la realizzazione di attività commerciali o industriali fissando però il limite di “baccano” che possono produrre. I loro progetti devono contenere accorgimenti che assorbano il rumore, fino a ridurlo nei confini imposti dal Comune in considerazione delle altre attività presenti in zona». I livelli di rumore vengono disciplinati dalla legge 447/95 e da altre normative che si sono succedute negli ultimi anni. Hanno disposto la suddivisione di ogni territorio comunale in zone, che vanno classificate secondo i differenti livelli di «rumorosità consentita» che devono essere rispettati dalle attività insediate nel territorio. Sono sei le classi di “rumorosità consentita” previste dalla normativa. «In Ciociaria c’è un buon livello di rispetto della normativa – ha affermato il professor Andrea de Lieto Vollaro, Ordinario di Fisica Tecnica Industriale presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università “La Sapienza” di Roma – è importante che le amministrazioni comunali continuino progressivamente ad ottemperare a quanto previsto dalla normativa nazionale e regionale provvedendo alla pianificazione del territorio con lo strumento dei piani di zonizzazione acustica». Soddisfatto Florindo Buffardi, presidente di Innova: «Abbiamo deciso di organizzare questo seminario di aggiornamento rivolto in particolare ai tecnici comunali proprio perché le leggi a tutela dell’ambientale e della salute affidano un ruolo molto importante alle amministrazioni locali. Il nostro compito è quello di formare, aggiornare, fornire occasioni ed opportunità di miglioramento anche a chi già è formato professionalmente: un percorso che ci consenta di migliorare per essere più competitivi. Proprio per questo rivolgo un invito a tutte le categorie professionali: se ritengono che Innova possa essergli utile, organizzando occasioni di confronto, approfondimento o aggiornamento, non esitino a contattarci e farci presente le loro esigenze perché faremo di tutto per soddisfare le loro necessità in questo campo».
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