REGIONE
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"La dichiarazione bomba di Marchionne di essere pronti ad uscire da Federmeccanica e quindi ad abbandonare al 31 dicembre 2012 lo schema del contratto collettivo nazionale di lavoro fa ritornare indietro di un secolo il nostro sistema di relazioni industriali - dichiara il consigliere regionale dell'Italia dei Valori Annamaria Tedeschi - significa negare ogni possibilità di confronto con i lavoratori, significa delegittimare tutte le organizzazioni sindacali, in una parola è la fine delle relazioni industriali. FIAT decide che chi comanda è l'imprenditore e chi non ci sta trova la porta aperta.
Auspichiamo tutti, e nel tutti credo di poter includere politici, imprenditori, sindacalisti, lavoratori, che la dichiarazione di Marchionne abbia voluto avere un effetto dirompente per focalizzare l'attenzione di tutto il Paese su una crisi che non è solo congiunturale, ma soprattutto strutturale. Quando molta parte del mondo politico è interessata a negare la crisi ed un'altra parte temporeggia e non prende posizioni nette e chiare, i pochi rimasti a confrontarsi con i problemi del Paese reale, come l'Italia dei Valori, vogliono credere che la posizione dirompente della dirigenza FIAT voglia avere la forza di un "effetto annuncio" per rilanciare il dibattito interno sulla crisi reale.
Se però così non fosse il pericolo di affrontare una nuova stagione di lotte interne deve assolutamente essere scongiurato e questo è compito prioritario della politica. In questo momento di crisi la nostra provincia, che basa una parte della sua economia sullo stabilimento automobilistico di Cassino, non può permettersi di distogliere risorse per portare avanti una logorante ed estenuante guerra fratricida che avrebbe come unico risultato la morte del sistema industriale provinciale, già in grande difficoltà. E' urgente che tutto il mondo politico si mobiliti a livello nazionale e regionale per convocare tavoli tecnici intorno ai quali ci si deve sedere tutti con la consapevolezza che l'obiettivo comune è quello di superare la crisi per avviarsi verso una ripresa fondata anche su un sistema di relazioni industriali nuovo, ma rispettoso di tutte le parti sociali".
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