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COLFELICE
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Il dialetto protagonista di un’intera giornata di studi a Colfelice. Promosso dalla locale amministrazione comunale, la Sala consiliare del Municipio ha ospitato il Convegno nazionale di studi: “Ragionando sulla cultura dialettale: il rapporto lingua-tradizioni tra passato e presente”. Un’iniziativa che si affianca al convegno sullo stesso tema già ospitato a Colfelice nel dicembre 2010.
Il seminario ha affrontato vari aspetti legati alla lingua e al dialetto ed ha visto la partecipazione di numerosi e qualificati studiosi, in rappresentanza di diverse università italiane e di importanti associazioni
culturali.
La giornata si è aperta con il saluto di benvenuto del sindaco Bernardino Donfrancesco a cui è seguito l’intervento dell’assessore provinciale alla cultura Antonio Abbate. Poi la parola è passata agli illustri relatori, coordinati dal prof. Francesco Avolio dell’Università dell’Aquila. Si sono alternati nell’illustrazione dei vari aspetti legati al dialetto e al rapporto con la lingua,con le tradizioni e con l’identità di un popolo: Gianna Marcato dell’Università di Padova, Luca Lorenzetti dell’Università di Cassino, Neri Binazzi dell’Università di Firenze, Patrizia Del Puente dell’Università di Padova, Giancarlo Schirru dell’Università di Cassino, Nicola Blasi dell’Università “Federico II” di Napoli, Patricia Bianchi dell’Università “Federico II” di Napoli, Giovanni Maddaloni dell’Università “Federico II” di Napoli, Lucrezia Girardi dell’Università “Federico II” di Napoli, Paolo D’Achille, Antonella Stefinlongo, Andrea Viviani dell’Università Roma Tre, Luigi Gemma di Arce, Anna Corsi dell’Università “La Sapienza” di Roma, Giovanbattista Pitoni dell’associazione "Esse quisse" di Avezzano e Teresa Giammaria dell’Università dell’Aquila.
Il sindaco Donfrancesco ha annunciato nel corso del convegno l’imminente pubblicazione degli atti relativi al seminario 2010, grazie al sostegno della Provincia di Frosinone e dell’assessore Abbate.
“Anche San Tommaso D’Aquino – ha dichiarato l’assessore Abbate - durante la Quaresima del 1273, a Napoli, abbandonata la lingua aulica e dotta del latino, cominciò a predicare al popolo esprimendosi nel dialetto appreso al tempo della fanciullezza nel Castello di Roccasecca. Non un abbandono per adeguarsi alla semplicità dell’uditorio, ma una modalità linguistica per entrare maggiormente in sintonia con i destinatari della sua predicazione, forse perché nel dialetto sopravvive ciò che ancora è puro e incontaminato, come amava asserire Pier Paolo Pasolini.
Per tale motivo rivolgo il mio plauso all’amministrazione comunale di Colfelice per la meritoria iniziativa di oggi, a cui si affianca la pubblicazione degli atti della Prima Giornata Nazionale di Studi su “Lingua e Dialetto tra l’Italia centrale e l’Italia meridionale – I dialetti della Media valle del Liri e delle zone limitrofe”, tenutasi proprio a Colfelice l’11 dicembre 2010, per la cui compartecipazione alle spese la Provincia e il mio assessorato hanno voluto offrire disponibilità".
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