SORA
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Sul ripetitore di Santa Rosalia il Sindaco di Sora Cesidio Casinelli ha inviato una circostanziata lettera al consigliere Andrea Petricca che riportiamo qui di seguito: "Egregio Consigliere, in merito alla telenovela riportata in oggetto, alla quale lei partecipa in veste di attore protagonista pur non disdegnando frequenti presenze in altre soap, le rappresento, in via ultimativa, quanto segue: - le sue interrogazioni - "a puntate", in relazione alla collocazione politica del momento – sono state ampiamente soddisfatte: la prima, dell'agosto 2007, è stata esaurientemente riscontrata con nota
del 29/08/2007; le ulteriori dell'ottobre e del dicembre del 2009, con le quali si chiedevano pretestuosamente ulteriori informazioni già in suo possesso a più di due anni di distanza dall'interrogazione "madre", sono state riscontrate in data 05/03/2010; - nel merito della vicenda le rammento quanto segue: con deliberazioni del Consiglio Comunale, proposte anche da lei in qualità di componente la Giunta Municipale, n. 72 del 22/12/2005 e n.36 del 1°marzo 2006, vennero rispettivamente approvati il regolamento per la localizzazione e la realizzazione di impianti radioelettrici e il Piano di rete con l'individuazione dei siti comunali. Con delibera della Giunta Comunale, di cui lei era componente, n. 207 del 15.05.2006 l'Amministrazione ha concesso alla Soc. Telecom la locazione di n.3 siti di proprietà comunale per l'istallazione di altrettante infrastrutture di telefonia mobile. Erano chiaramente indicati in delibera i tre siti interessati: Via Roccatani (sede protezione civile) Corso Volsci ( sede polizia municipale) Via Santa Rosalia (sede ex-carceri) Con contratto rep. n.4553 del 23 maggio 2006, con lei ancora assessore, il Comune di Sora e la Soc. Telecom hanno formalizzato la concessione dell'area in via S. Rosalia. Avrà notato che alla data della delibera da lei ritenuta illegale (15/05/06) e alla data del contratto (23/05/06) lei era influente membro della Giunta Municipale (invero da sottile Azzeccagarbugli, lei argomenta che l’allocazione del ripetitore è da ritenersi illegale ma converrà con me che, alle fonte, è illegale l'atto che ha approvato l'allocazione stessa). Rilevo, comunque, la sua assenza alla "seduta illegale", anche se qualche malizioso osserva come l'interpretazione "estensiva" della Giunta del sito di Tofaro, previsto dalla delibera del Consiglio, abbia permesso "un allocazione" dell'antenna più lontana dalla sua abitazione. Ma al di là di sciocche e ridicole dietrologie mi domando e le domando se ritiene plausibile che un amministratore che frequenta quotidianamente le varie case comunali per verificare, nel rispetto delle prerogative assegnate dalla legge, atti e comportamenti, possa aver scoperto un atto illegale del maggio 2006, perpetrato dall'organo di cui era componente, solo nell'agosto 2007. Ma passiamo ora alle minacce: concordo con lei sul fatto che l'art.12 del regolamento prevede che nel caso di accertamento di istallazione non conforme alle norme si debba provvedere alla disattivazione dell'impianto, con spese a carico del proprietario o del titolare. Concordo ma mi permetto di osservare che l'istallazione di S.Rosalia è stata concordata tra Ente locale e gestore con contratto scritto approvato con la delibera di Giunta n.207 del 15/05/2006 (con lei, membro dell'organo, assente). Se lei ora chiede la rimozione dell'impianto, ammesso che l'ubicazione non risponda a quanto deliberato dal Consiglio nel marzo del 2006, le spese previste dal regolamento "a carico del proprietario o del titolare" dovrebbero essere richieste certamente non al titolare, che si è adeguato agli atti dell'amministratore e ha concordato con un contratto il sito, ma al proprietario-comune che in data 15/06/2006 – ricordo ancora che lei era assente alla seduta – ha deliberato illegalmente. Per quanto riguarda infine le vie legali, le consiglio di procedere subito senza aspettare i trenta giorni gentilmente concessi; anzi la giunta municipale sarà ben lieta di affiancare la sua iniziativa e procederà in tutte le sedi, al suo fianco, contro i suoi colleghi di Giunta che a suo dire hanno illegalmente deliberato nel maggio del 2006, quando comunque era assessore comunale, anche se poco attento".
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